12/Dicembre/2018 | 11:57

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È il secondo degli eletti, con 853 preferenze, nell'area di Castle

Tra l'esultanza dei conservatori, una vittoria Reale molisana per i laburisti di Bedford

Nel consiglio comunale della città a sud di Londra, dove il 15% dei 90mila abitanti è rappresentato da italiani, bella affermazione per Luigi Reale, nato a Ferrazzano in provincia di Campobasso, che vive in UK dal 2000

Tra l'esultanza dei conservatori, una vittoria Reale molisana per i laburisti di Bedford

Il campobassano Luigi Reale, eletto consigliere comunale a Bedford

Da oggi la nutrita comunità degli italiani a Bedford, città di 90mila abitanti a sud di Londra, ha un suo rappresentate in Consiglio comunale: è il molisano Luigi Reale.
48 anni, ricercatore storico e insegnante, laureatosi con il massimo dei voti a "La Sapienza" di Roma, insignito del prestigioso premio "Primo Levi" per la sua tesi sui campi di concentramento in Italia, Luigi Reale è stato il secondo candidato più votato alle elezioni svoltesi ieri, con 853 preferenze, a Castle word (Badford è divisa in dieci aree, tra cui Castle), rappresentando un successo, in controtendenza con i risultati elettorali nazionali, anche per i Laburisti con cui si è candidato.

CHI È LUIGI REALE
Luigi Reale e’ un ricercatore storico ed insegnante che vive a Bedford in Inghilterra sin dal 2000; Luigi e’ molto attivo nella comunita’ italiana in particolare in terminicdi cultura, vita sociale e politica. Come tale e’ presidente dell’‘Associazione molisana Bedfordshire da circa 10 anni, membro, in qualita’ d’insegnante, dell’Associazione ‘Voce Scolastica Italiana’ e presidente del Circolo Di Pietro – Bedford. Ha insegnato in localita’ come Bedford, Peterborough, Luton, Leighton Buzzard, Kettering e Bletchley sia per le autorita’ scolastiche britanniche che per le autorita’ scolastiche italiane, alle dipendenze del Ministero degli Affari Esteri, accumulando, tralaltro, una vasta esperienza nell’insegnamento della lingua e cultura italiana all’estero.
Reale e’ nato nel 1967 a Ferrazzano (Campobasso, Molise) ed e’ cresciuto in un contesto in cui suo padre, in qualita’ di sindaco, ha amministrato il suo paese per oltre 24 anni, quindi a contatto quotidiano con le problematiche della sua realta’; ha studiato all’Universita’ ‘La Sapienza’ di Roma ‘Scienze Politiche’, laureandosi con il massimo dei voti e vincendo il prestigioso premio, per la sua tesi sui campi di concentramento in Italia, 'Primo Levi' a Firenze. Successivamente, ha vinto un secondo premio di ricerca annuale, finanziato dal ‘Centro di Documentazione Carlo Pisacane’ di Sapri. Da quest’ultima esperienza, traendo ispirazione, si e’ concentrato negli studi sul pensiero rivoluzionario di Carlo Pisacane,  sviluppando un suo nuovo filone di ricerca dal titolo 'L'Influenza di Proudhon ed Herzen sul pensiero rivoluzionario di Carlo Pisacane'. Ha continuato, parallelamente, a studiare all’Universita’ ‘La Sapienza’, laureandosi per la seconda volta in ‘Lettere e Filosofia’.
Durante questo periodo a Roma, Luigi ha iniziato a lavorare per Antonio Di Pietro, l’ex giudice di ‘Mani pulite’, che nel frattempo si era lanciato in politica, fondando nel 1998 il partito Italia dei Valori. Lui e’ stato con Di Pietro sin dall’inizio, ricoprendo l’incarico di segretario per gli italiani all’estero. Tuttavia, entro la fine del 2000 ha lasciato Roma per Londra, al fine di continuare i suoi studi storici. Si e’ nel frattempo sposato con Sue nel 2002 ed hanno avuto un bambino, nel 2003, che si chiama Antonio, come suo padre.
In Inghilterra ha ripreso la sua ricerca sui campi di concentramento italiani dal 1940 al 1943 al King’s College di Londra, sotto la guida del Professore Efraim Karsh, ricevendo il suo PhD nel 2009. Nel 2011 ha pubblicato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti il libro dal titolo ‘Mussolini’s Concentration Camps for Civilians: An Insight into the Nature of Fascist Racism. Dopo la pubblicazione del suo libro, si e’ dedicato con piu’ slancio alle problematiche degli italiani all’estero. In particolare si e’ concentrato su questioni concernenti l’insegnamento della lingua e cultura italiana all’estero, sulle tematiche riguardanti i servizi consolari per gli italiani, nonche’ sull’imposta IMU. Uno degli eventi che lo hanno spinto ad una piu’ energica azione e’ stata la visita di Antonio Di Pietro, nel dicembre del 2011 a Bedford. Luigi, infatti, in meno di un mese, nel 2012, ha fondato il piu’ grande Circolo IDV estero, chiamato Circolo Antonio Di Pietro Bedford. Iniziando cosi’ una campagna attiva di sensibilizzazione e proposte, a tutti i livelli, sui vari temi riguardanti gli italiani all’estero. Nel mese d’aprile 2012, ha chiesto la collaborazione di due parlamentari del suo partito – On. Gabriele Cimadoro e On. Sergio Piffari – per presentare due interrogazioni a risposta scritta alla Camera dei Deputati. Le interrogazioni riguardavano i problemi attinenti all’insegnamento della lingua e cultura italiana all’estero e la seconda sulla chiusura dello Sportello consolare nella citta’ di Bedford, problema peraltro simile ad altre realta’ sparse per il mondo. Il Ministo degli Esteri e’ stato obbligato a rispondere; se sulla questione dei corsi d’italiano il Ministero ha annunciate una piena revisione, in particolare sui finanziamenti ai corsi di lingua e cultura italiani, inclusa nello spending review sin dal 2013.

GLI ITALIANI A BEDFORD
Bedford è sicuramente la comunità inglese più popolata da italiani: ne conta più di 15 mila su di una popolazione di 90mila abitanti, il 15%: circa 2 abitanti su 7 sono discendenti dagli italiani dell'Italia meridionale che emigrarono qui nel corso degli anni Cinquanta per lavorare soprattutto nella London Brick Company, la fabbrica dei mattoni con cui fu edificata Londra. Provengono soprattutto dalle province di Avellino, Benevento, Napoli e dalla Sicilia. Ma è la comunità molisana quella più forte. Alla fine del maggio 1951 il primo gruppo (in cui i molisani di Busso erano la maggioranza) arriva negli ostelli di Kempston Hardwick, tre chilometri a sud di Bedford. Nel solo 1951 le tre fabbriche (London Brick Company, Marston Valley Brick Company e la Eastwood Ltd) assumono 1.101 lavoratori italiani, iniziando quel flusso che andrà a formare la comunità italiana di Bedford. Tra il 1951 e il 1957, anno in cui vengono sospesi i reclutamenti collettivi, sono quindi 5.103 gli italiani che giungono a Bedford attraverso gli Schemi di reclutamento collettivo: a questa cifra occorre aggiungere le rispettive famiglie degli operai, che iniziano ad affluire dal 1955, gli italiani che giungono a Bedford non direttamente dall'Italia, ma da altre zone della Gran Bretagna, gli operai reclutati da aziende minori della contea. Ci troviamo quindi di fronte a un flusso migratorio di dimensioni piuttosto notevoli, tenendo presente che gli abitanti di Bedford ammontavano, negli anni Cinquanta, a circa 55-60.000 (per la precisione 53.065 al censimento del 1951 e 63.334 al censimento del 1961). Queste cifre tuttavia non sono considerabili come definitive. Infatti, secondo quanto affermato da diverse fonti, almeno nelle prime fasi annuali di reclutamento, circa il 60% degli operai sceglieva di tornare in patria dopo i primi quattro anni di contratto5. Gli italiani transitati da Bedford tra il 1951 e il 1957 sono quindi sicuramente più di 6.000, mentre quelli stabilitisi nella città poco più di 3.000, come conferma il censimento inglese del 1961, che indica 3.323 italiani presenti a Bedford (1.704 uomini e 1.609 donne) e 4.448 in tutto il Bedfordshire (2.246 uomini e 2.202 donne). La scoperta, nei dintorni della città, di enormi depositi d'argilla dava luogo alla nascita nel 1897 del primo insediamento industriale di fabbricazione di laterizi, cui ne seguivano molti altri nei decenni successivi. Nel 1936, dopo una serie di fusioni, nasceva la London Brick Company, la più grande industria di laterizi del mondo, che negli anni del secondo dopoguerra sarà proprio la principale coordinatrice dei flussi migratori indirizzati verso Bedford. L'economia della zona è caratterizzata anche da una discreta presenza dell'orticoltura e di altre attività legate all'agricoltura e all'allevamento. È presente inoltre una antica tradizione di insediamento di industrie produttrici di borse e calzature, mentre, proprio nei dintorni della città, c'è una concentrazione di aziende metalmeccaniche ed elettroniche in cui si è diffuso anche il lavoro italiano. Gli italiani iniziarono ad arrivare a Bedford nel 1951, nel mese di maggio. Il loro arrivo era stato organizzato nei mesi precedenti dalle tre principali industrie produttrici di mattoni, la London Brick Company, la Marston Valley Brick Company e la Eastwood Ltd. Come era accaduto, per quanto riguarda il lavoro nelle miniere, la possibilità di reclutare manodopera italiana era stata segnalata fin dal 1946 dall'ambasciata inglese a Roma e si era concretizzata dopo una fitta serie di contatti e di accordi tra il ministero del Lavoro italiano, le aziende inglesi e il governo inglese.
Insomma, una presenza significativa quella degli italiani a Bedford, considerato che, secondo i dati ufficiali del Consolato Generale a Londra (il secondo dell’intera rete diplomatico-consolare, dopo il Consolato Generale a Buenos Aires), gli italiani iscritti negli schedari consolari del Regno Unito, al 16 dicembre del 2014, risultano essere 234.084 (53% maschi, 47% femmine).