18/Agosto/2018 | 06:52

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Da Braveheart a Salmond, il lungo cammino della Scozia per l'indipendenza

Il Referendum della discordia

Da Braveheart a Salmond, il lungo cammino della Scozia per l'indipendenza

Fa rumore in Gran Bretagna il referendum sull'indipendenza della Scozia dal Regno Unito. Per convincere gli indecisi a votare contro l'indipendenza, i leader dei principali partiti fanno fronte comune nel promettere maggiori poteri alla Scozia se venerdì mattina sarà ancora parte del Regno Unito.

di Fabio Govoni (Ansa)

Le Corone di Scozia e Inghilterra sono insieme fin dal 1603, quando alla morte di Elisabetta I sul trono di Londra salì Giacomo I Stuart. Ciò che 300 anni prima i Plantageneti inglesi non erano riusciti a fare con la forza, lo fa pacificamente una dinastia scozzese: due corone unite ma con parlamenti, chiese e legislazioni distinti. E' un secolo dopo, nel 1707, che i destini dei due riottosi vicini si saldano. Rovinati da una fallimentare avventura coloniale nell'Istmo di Panama che drena quasi metà delle loro finanze, gli scozzesi accettano di unirsi all'Inghilterra: un Regno Unito, un solo Parlamento, un governo. L'Act of Union è di fatto un "bailout", un salvataggio finanziario: un'unione, scrive allora il poeta scozzese Robert Burns, "comprata con oro inglese".